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Il sentiero delle leggende

Lungo il sentiero delle leggende sono rappresentate dodici leggende sui dintorni di San Genesio. Le leggende sono state composte dai 132 studenti e studentesse della scuola elementare di San Genesio.

Descrizione dell’itinerario: dal parcheggio del centro sportivo si procede per l’Albergo Edelweiß e poi sul Sentiero Europeo E5 in direzione Langfenn sul Salto. Per il ritorno si prende dapprima il sentiero E5, poi a destra il sentiero circolare Langfenn 12A e passando per il biotopo Tammerlemoos il sentiero n. 6, poi si segue il n. 7A per il ristoro Gschnofer Stall. Per il sentiero n. 12 si arriva attraverso i boschi di larici fino al maso Winterle, poi si prende il sentiero n. 7 sul Salto e si torna sul sentiero n. E5 fino all’Albergo Edelweiß e al centro sportivo. La lunga escursione per famiglie attraverso il più grande bosco di larici d’Europa può partire anche dal parcheggio Schermoos sotto Langfenn. 

 

Le leggende del Salto

Il Castel Porco 

Castel Porco era un piccolo maniero dove regnava felicità e gli abitanti trascorrevano serenamente il tempo. Uno sventurato giorno però Federico dalle Tasche vuote decise di conquistarlo, aiutato dai suoi temibili cavalieri. Le battaglie che seguirono furono molto aspre e i valorosi soldati del castello, anche se pochi, si difendevano con grande forza e coraggio. Ma Federico era una persona molto superba e non si dava per vinto, così ordinò ai suoi uomini di assediare il castello notte e giorno. Con il passare dei giorni all´interno della fortezza i soldati diventarono sempre più deboli perché il cibo scarseggiava e la situazione appariva disperata. L´unica cosa rimasta da mangiare era un grosso porco, insufficiente per saziare tutti. Quando ormai tutto sembrava perduto, il capitano ebbe un idea geniale e ordinò: “Cominciate a ridere, ballare e a festeggiare. Arrostite il proco e gettatelo giù dalle mura! “ Gli uomini rimasero sbalorditi chiedendosi se il loro comandante fosse uscito di senno, ma così fecero perché riponevano molta fiducia in lui.

Quando Federico dalle Tasche Vuote udì i festeggiamenti e vide il porco gettato dalle mura, pensò che i suoi avversari avessero viveri ancora in abbondanza e forza per affrontare mille battaglie, così esclamò rosso dalla rabbia: “ sono invincibili, torniamo a casa!“

 

La fata innamorata di Maier di Cologna

A Cologna presso Bolzano una fata si innamorò del giovane contadino Maier e diventò sua moglie. I due si amavano molto ed erano felici insieme. La fata era fiera di essere chiamata la contadina Maier. Lei aveva portato la benedizione sul maso, la raccolta era ricca e il bestiame era cresciuto molto. Ebbe anche die bambini e fu per loro una mamma molto affettuosa.

Il contadino insisteva però per conoscere il vero nome di sua moglie. Lei cercò di non intraprendere l'argomento, e gli disse che se avesse saputo il vero nome, sarebbe andata via per sempre. Il contadino rise su questa cosa.

Finalmente un giorno lei cedette all’ insistenza del marito e disse il suo vero nome. Incominciò a piangere e nello stesso momento ritornò per sempre nel regno delle fate.

Solo la domenica e nei giorni festivi la fata poteva tornare  al maso Maier. Lavava, pettinava e accarezzava i suoi bambini, ma non era visibile a nessuno. Neanche a suo marito che l`amava teneramente.

 

Il drago del castello Rafenstein

Il sentiero della Val Sarentino prima passava attraverso il Tschöggelberg. Un giorno un corriere camminava per questo sentiero. Mentre riposava ai piedi del castello di Rafenstein vide una bellissima donna. Lei lo salutò gentilmente e disse: „Tu sarai la mia fortuna se torni domani a mezzanotte. Apparirò nelle vesti di un drago. Se non avrai paura e mi abbraccerai tre volte io sarò salva e il castello con tutti i suoi tesori sarà tuo. “ Questa apparizione non usciva più dalla mente del corriere. Bussò alla porta del Convento die Francescani e cercò un Padre devoto per un consiglio. Il Padre gli disse di farsi trovare al castello nell'ora stabilita per salvare la donna e gli diede un piccolo crocifisso benedetto contro gli spiriti cattivi. Il giorno dopo il ragazzo salì al castello e aspettò la mezzanotte. Appena il campanile di Bolzano suonò le dodici, nel castello risuonò uno strano frastuono. Un terribile drago apparve sputando fuoco. Il ragazzo, assalito dalla paura prese però il crocifisso in mano e abbracciò due volte la bestia. Prima del terzo abbraccio il povero ragazzo corse via urlando forte. Nello stesso momento il drago sparì.

Nelle mura del castello risuonò un lamento e un rumore come se oro e argento cadessero in un pozzo profondo.

Il ragazzo aveva perso la sua fortuna. Tornò a casa profondamente afflitto e la sua vita non era più la stessa.

 

Il pulitore delle stanghe

Una sera uno sconosciuto arrivò a Valas dal contadino Le chiese un letto per una notte. Era un uomo forte dai lineamenti marcati, ben vestito e con uno sguardo scaltro. Sulle spalle portava un grande Zaino chiaro. Quel giorno le domestiche avevano lavato molta biancheria che era appesa sulle delle stanghe perché si asciugasse durante la notte. In questi luoghi solitari di montagna nessuno pensava ai ladri.

Durante una piacevole chiacchierata nella stube dopo un piatto di canederli in brodo, al nuovo arrivato venne chiesto che mestiere facesse. Rispose che faceva il mestiere di pulitore di stanghe: un lavoro vantaggioso, ma abbastanza pericoloso. Nessuno però era riuscito a farsi un idea di questo strano mestiere.

Solo la mattina dopo che videro che lo sconosciuto aveva ripulito le stanghe della biancheria ed era sparito con questa capirono di quale mestiere si trattava.

  

 

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